RocketTheme Joomla Templates
Home Guerra, un male evitabile
Guerra, un male evitabile PDF Stampa E-mail
Scritto da Franco Libero Manco   

di Franco Libero Manco

Dire no ad un male serve a poco se non si combattono le cause che lo generano. La guerra, come la malattia, non è la causa ma l’effetto di un male profondo e diffuso: è la sommatoria della disarmonia che ognuno alimenta con il suo disinteresse ed il suo personale egoismo.

Si dice che la guerra germoglia sul terreno dell’ingiustizia, della disperazione, della miseria, ed è vero, ma non è solo questo. I popoli del benessere non hanno eliminato dalla loro realtà sociale la violenza ed il crimine.

Se per assurdo ogni essere umano avesse domani da che vivere da nababbo un giorno dopo l’umanità sarebbe nella medesima situazione di oggi, perché è la coscienza degli uomini che è malata e se non si interviene sulla sfera morale dei cittadini attraverso programmi di formazione, gli uomini resteranno profondamente insaziabili e sempre capaci di commettere delitti. Un animale affamato uccide la sua preda per nutrirsi, perché da questo dipende la sua vita, ma una volta saziato non ha più motivo di essere aggressivo. Non è così, purtroppo, per gli esseri umani, a meno che non siano educati fin dall’infanzia al rifiuto incondizionato della violenza.

A parte sporadici pazzi criminali e venditori di armi, nessuno vuole la guerra. Il 99% dell’umanità non vuole la guerra. Nessun individuo saggio ed equilibrato può volere questo male, il peggiore in assoluto. Eppure la terra è disseminata di guerre perché nel corso della storia non c’è mai stata la vera volontà politica di educare la gente alla fratellanza universale, all’aiuto reciproco, alla condivisione, al dialogo. Ma non conviene ai potenti che sia abolita la legge del più forte.

È vero che quando un feroce dittatore non vuole sentire la voce della ragione è necessario impedirgli di nuocere per cercare di scongiurare mali peggiori, ma la soluzione non deve mai, in alcun modo, coinvolgere gli innocenti. E’ altrettanto vero che anche in una ipotetica dimensione paradisiaca ci saranno sempre schegge impazzite: ma se le popolazioni fossero educate ai principi del diritto e della vera democrazia, la scelta dei capi cadrebbe su individui capaci di operare per l’esclusivo bene loro popolo, non per le loro capacità strategiche, economiche o politiche.

L’aspetto più pericoloso sta nel meccanismo innescato del benessere economico al quale le popolazioni abbienti non intendono rinunciare, anche a costo di improvvisarsi predatori a danno dei più deboli.

La sola speranza per il genere umano di abolire la violenza, le ingiustizie e la guerra è quella di educare le popolazioni ai valori fondamentali della vita. Finché ogni Stato non s’impegnerà a curare la formazione morale dei suoi cittadini, per dare specialmente alle nuove generazioni una mentalità di pace, di giustizia, di condivisione, di valorizzazione delle differenze culturali, di rispetto, di onestà non sarà possibile realizzare un mondo senza guerre.

È un demagogo oppure un illuso chi crede che la guerra possa essere abolita senza prima cambiare la coscienza degli uomini

La cultura della pace non si improvvisa. Non basta dire “pace,” “giustizia” se non si rende l’animo umano capace di incarnare questi principi. La pace è il risultato finale di un processo educativo ed evolutivo della sfera morale, civile e spirituale di un popolo al quale si può pervenire solo attraverso programmi scolastici di insegnamento attuati con lo stesso impegno, anzi maggiore, con cui vengono insegnate le altre discipline scolastiche. Dal cuore umano nasce infatti ogni bene ed ogni male. L’amore dorme nella coscienza di ognuno in attesa di essere legge di vita.


Ed oggi, dopo duemila anni di cristianesimo, ancora grava sul genere umano l’onta di non essere riuscito ad abolire il male più antico e terribile della storia, la guerra, come strumento di risoluzione delle controversie umane. L’uccisione legalizzata di un uomo è un fallimento per l’intera civiltà umana. Purtroppo qualcuno crede che non si può aspirare ad un mondo senza guerre dove la tortura è il suo consequenziale complemento; dove gli uomini perdono i freni inibitori e l’odore del sangue fa scatenare in essi l’istinto del massacro, della devastazione, dello stupro, del sadismo, dell’umiliazione dei vinti. Come può essere consentito in guerra ciò che in tempi di pace viene condannato dalla legge e dalla coscienza morale? Chi è capace di uccidere in guerra come può, tornando a casa, essere un buon padre di famiglia, un buon cittadino? Ma la guerra ci sarà finché ci sarà qualcuno gente disposta ad uccidere.

La guerra è la macchia più nera che pesa, senza possibilità di appello, sulla coscienza dell’intero genere umano come una tremenda nemesi carmica i cui frutti sono: morte, dolore, pianto, disperazione, miseria, fame, involuzione, annientamento di ogni sogno, distruzione di ogni speranza: è la fine di tutto ciò che con sacrificio e fatica si è costruito.

La guerra è la peggiore espressione del genere umano che in questo dimostra di essere tra tutte le creature la più irrazionale e crudele. La guerra abitua l’uomo a convivere con la tremenda legge del fine che giustifica i mezzi e obbliga uomini, fondamentalmente onesti, giusti e buoni a trasformarsi in feroci assassini, a compiere l’atto più ingiusto e disumano che un uomo possa compiere verso un suo simile che è costretto, suo malgrado, ad uccidere per non essere ucciso. Il dolore di una madre a cui viene ucciso il figlio, di una sposa a cui viene assassinato il compagno è inimmaginabile, come spaventose sono le conseguenze che ricadono sempre sui più deboli e che nessuna causa può mai giustificare.

Come deve essere abolito il concetto di patria/nazione (da sempre motivo di lutti e sventure) per essere sostituito con il concetto di Patria Universale, senza per questo rinunciare alla propria cultura, alle proprie tradizioni, così deve essere abolito il concetto di guerra dalla mente e soprattutto dalla coscienza degli individui, come possibilità di risoluzione dei contrasti tra i popoli ma contestualmente ogni popolo deve essere educato alla pace, alla concordia, alla fraterna collaborazione, alla valorizzazione delle differenze culturali, politiche, sociali, religiose.

Occorre un nuovo sistema politico mondiale che rifiuti a priori ogni condivisione ai conflitti armati in grado di sancire un accordo imperituro tra le nazioni a non ricorrere in nessun caso all’uso delle armi. Un nuovo ordine internazionale in grado di istituire un esercito mondiale, composto da volontari, con il compito di prevenire e di spegnere ogni focolaio interno ed internazionale che possa trasformarsi in un conflitto armato tra le parti, ed ogni popolo deve contribuire, a seconda delle sue possibilità, al suo mantenimento. Per giungere a questo occorre pervenire all’istituzione di un Governo Mondiale che abbia il controllo delle forze armate e la capacità di unificare le stesse.

L’egemonia mondiale di una sola potenza auspicata da Bertrand Russel può essere la soluzione del “meno peggio” ma ha come contropartita lo spettro che questa ceda alla tentazione di imporre il suo potere su tutti, a meno che non si trovi il modo di neutralizzare questo pericolo.

Ma anche in questo caso la possibilità di una nuova guerra sarà alquanto aleatoria se contestualmente non ci sarà una forte volontà politica, da parte di ogni nazione, di educare, attraverso la scuola, le nuove generazioni all’idea che la pace è possibile, sempre e dovunque mediante la scienza della convivenza sociale e del processo integrativo delle culture.

Art. 11 della Costituzione recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Gennaio 2011 19:26
 
Dalla qualità del cibo dipende la qualità della vita
Domenica 13 Novembre 2011
Per stare in buona salute non è tanto importante ciò che si mangia quanto ciò che si esclude dalla propria dieta: se non si esclude ciò che danneggia i benefici degli alimenti protettivi vengono neutralizzati dagli alimenti nocivi: carne, pesce, latte, formaggi, latticini, uova e tutto ciò che è trattato, devitaminizzato, demineralizzato, adulterato, conservato, emulsionato, ucciso con le alte temperature della cottura. Le sostanze... Leggi tutto...
Nutriamandoci (Mente, Corpo e Spirito)
Martedì 18 Gennaio 2011
L’uomo è ammalato nel corpo perché è ammalata la sua mente e la sua mente è ammalata perché è ammalata la sua anima. Diceva Platone: “Non bisognerebbe fare alcun tentativo di curare il corpo disgiunto dall’anima, e per ottenere la salute della stessa e del corpo è necessario curare la mente”.Nutriamandoci: nutrirsi amando se stessi. Per amare veramente se stessi è necessario essere consapevoli che l’entità umana è fatta da... Leggi tutto...
Mattatoi: campi di sterminio
Martedì 18 Gennaio 2011
Sconcerta la capacità dell’uomo di abituarsi a convivere con le realtà più aberranti, a considerare con indifferenza anche i delitti più orrendi. Il crimine dei campi di concentramento e di sterminio nazista viene a buon motivo considerato il più nero che grava sulla coscienza umana come una macchia indelebile. Tali luoghi di orrore se sono statI aboliti per gli esseri umani continuano a moltiplicarsi a danno degli animali. Non vi è... Leggi tutto...
Una shoah da 50 miliardi di individui l’anno
Martedì 18 Gennaio 2011
In questi giorni si celebra la ricorrenza della Shoah al cui ricordo giustamente si inorridisce pensando a tutte le vittime innocenti sterminate dall’irrazionale disprezzo razzista. Ma pochi  considerano il perpetuo, sistematico, ininterrotto massacro di animali nei mattatoi, veri e propri campi di concentramento e di sterminio voluto non dagli eserciti o dai terroristi ma dalla maggioranza della gente comune. Ogni giorno viene consumato... Leggi tutto...
Se è immorale ciò che rende l’uomo peggiore è incostituzionale ciò che è immorale
Martedì 18 Gennaio 2011
Dato che lo stato ha il dovere di tutelare e favorire lo sviluppo morale dei cittadini ha quindi il dovere di impedire: - tutto ciò che si oppone al progresso morale e spirituale dell’individuo; - tutto ciò che ostacola lo sviluppo della sensibilità dell’animo umano; - ogni attività che incide negativamente sul piano emotivo e della dignità umana; dal momento che è immorale: - allevare animali in condizioni di perenne sofferenza; - che... Leggi tutto...